Lyttelton - NZ, 26/3/2007
Sento la partenza imminente, ma
dentro di me non sembra così vero. Dopo le sei pagine mi tocca
il dramma bagagli e sopratutto i saluti. Sarebbe meglio dire addii. Non
riesco a sentirmi a mio agio. Poi c'è questo salto tra le 1000
persone che ho conosciuto ma a cui non mi sento legato e 5 amicizie
vere che mi mancheranno e che è difficile lasciare.
Lyttelton - NZ, 24/3/2007
All done. All'una ho finito, stravolto. Sono veramente a pezzi, ho raggiunto le 6 pagine facendo dei tagli
dolorosissimi, in più ho paura che non si capisca più una sega.
Non riesco a fare la submission perchè la rete non funziona,
sembra un incubo ed effettivamente lo è. Poi a casa finisco,
telefono, esulto. Perdo ancora un'ora cazzeggiando, ne sento il bisogno.
Alle tre e 1/2 vado a letto, cotto. Dovrei fare lo zaino, alle 6
ho la sveglia, destinazione Charleston, West Coast. Prendo qualche
moschettone e faccio la solita catena tra le cose importanti che non
devo dimenticare. Saccoapelo, tenda, corda, zaino... a Charleston
realizzo che non ho nemmeno un paio di pantaloni lunghi. Torno a Chch
divorato dalle sandflies, gli insetti più bastardi mai
incontrati in vita mia.
Room 343, COSC department, University of Canterbury - NZ, the deadline day
Anche stavolta ci lascio qualche
giorno di vita, ancora non si capisce se il risultato finale
sarà veramente presentabile o meno. Sono nel tunnel tragico
dell'impaginazione, anche se i contenuti meriterebbero ancora
attenzione. Non si possono superare le 6 pagine, i trucchi per
risparmiare spazio sono tristissimi, ma efficaci. Vabbè, che
cazzo ve ne frega. Comunque ieri, in 4 ore sono passato da 9 a 6 e 3/4.
Mi mancano ancora 3/4, difficilissimi. E in più la verifica che
si capisca ancora qualcosa.
Lyttelton - NZ, 19/3/2007
Alla fine è andata per la
scelta meno popolare. Rimasto qui. Niente Sydney, niente Melbourne...
Il prossimo aereo sarà quello di ritorno.
Intanto si lavora.
Lyttelton - NZ, 16/3/2007
Giorni difficili. Sto solo lavorando,
non c'è spazio per nient'altro. Giusto ieri dal dentista, avrei
potuto rompere la monotonia in un altro modo.
La deadline dell'articolo è stata spostata al 23, dovrebbe
essere una notizia positiva, ma non è così. Sono
ovviamente in ritardo, i giorni in più mi servono ma in teoria
la prossima settimana sarei dovuto essere in vacanza in Australia.
L'idea di bruciarmi biglietto aereo e vacanza mi fa rabbrividire. Non
so che dire.
Medito sul ritorno in Italia, ormai ci sono, nemmeno 2 settimane.
Partire è stata una scelta azzeccata, non voglio ancora fare un
bilancio definitivo, ma semplicemente ne avevo bisogno, per sfuggire
dal
solito pericoloso trascinamento di tutti i giorni. Per avere la prova
che si può sempre trovare dell'altro e che i confini che ci
sembra di toccare tutti i giorni sono solo un effetto ottico... in
realtà sono molto più lontani di quanto si pensi. Sembra
che si debba solo chiudere il diaframma, la profondità di campo
aumenta e la foto viene tutta a fuoco. Dal primo piano all'infinito.
Si, ci vuole un pò di luce, è quella che bisogna trovare,
guardandosi intorno.
Mi
è piaciuto sentirmi lontano, solo, con tutto da costruire da
zero. E devo dire che non è stato troppo difficile, ho seguito i
miei ritmi, tutto è stato naturale. Sono qui solo da 8 mesi, ma
è come se avessi una nuova vita. Il risultato è un grande
sollievo, la sensazione è che non mi
sentirò più prigioniero in situazioni di merda, da
cui si ha paura di non poter uscire.
Conclusione di questi 5 minuti: cambiare si può, senza nemmeno troppi sforzi. Forse
ci vuole un pò di coraggio, ma solo la prima volta. Poi basta
comprare un biglietto aereo, far andare la fantasia e riiniziare a
correre in un nuovo posto.
Ciao Gine, ciao Cinzia, è stato bello risentirvi, ne avevo bisogno.
E' già l'una e mezza, dormo.
Lyttelton - NZ, 11/3/2007
Leggo finalmente "Potere nero" su Internazionale.
L'articolo è di Michael T. Klare, pubblicato su Alternet.
E' un resoconto lucido e molto interessante sui conflitti causati dal
petrolio e quindi sulla politica internazionale degli Stati Uniti, ma
non solo.
Trovo in rete solo la versione originale, su Alternet. Abbandonate ogni diffidenza.
"Behold the Rise of Energy-Based Fascism" (
Part I), Michael T. Klare
"Behold the Rise of Energy-Based Fascism" (
Part II), Michael T. Klare
Dal nero al bianco, da Internazionale all'Espresso. Grazie a Marco della soffiata.
"Vi racconto l'impero della cocaina" (
qui), Roberto Saviano
Lyttelton - NZ, 7/3/2007
Cammino sul filo invisibile che tiene
vicino Genova, NYC e Christchurch. Ci spiamo sapendo di essere spiati,
a volte ci mettiamo anche un pò in mostra, ma non voglio uscire
fuori tema. Rompo la monotonia del debuggare codice, tanto non
funziona, le ho già provate tutte, poi a caso capirò il
perché, cerco di non disperare.
Tra poco si torna in Emilia, si, sarebbe bello tornarci nel modo
giusto, con un pennarello, una lavagna di carta, tanti ragazzi, un
pò di sana curiosità e con la dose giusta di spirito
analitico. Dall'altra parte della barricata. Cosa fanno, cosa pensano,
come si può instaurare un dialogo? Quello che tanti insegnanti
non si chiedono e per cui tanti ragazzi si perdono.
Bella Lorenzone, tra nemmeno un mese ne parleremo di persona.
Carpi, lunedì 5 Marzo 2007. Una storia come si deve.
QUI
Lyttelton - NZ, 5/3/2007
Non è inedito, ma mi sembra ci stia bene.
Mi chiedo se sia l'inizio di qualcosa di nuovo, se sarò ancora capace di
correre sui binari di una vita standard, italiana, fatta di amici, di
affetto, ma anche di noia e routine. Oppure se prendere un'altra strada,
di cui non so niente, che sarà nuova tutti i giorni. E' quella che sto
percorrendo adesso, che ti fa sentire vivo, ti porta lontano, tutti i
giorni scegli dove andare e con chi, però ti mette anche un pò di
malinconia nel cuore, ti lascia da solo sulla spiaggia con il solito
dubbio, a chiederti se è meglio cercare sempre strade diverse o se
tutto quello che già c'è sia la strada giusta...
Penso sopratutto agli amici, a quanta gente ho conosciuto
in questi anni, magari ci siamo frequentati per pochi mesi,
condividendo avventure, dolori ed esperienze indelebili. Adesso
rimangono dei bellissimi ricordi, un pò di malinconia, mail e
qualche buffo sms. Io intanto corro, le cose mi passano sotto il naso
senza che quasi me ne accorga, penso agli altri come se le loro vite
fossero ferme, come se un giorno ci dovessimo rivedere ancora, e tutti
fossero a guardarmi, aspettando che sia io a raccontare. Scrivendo mi
rendo conto che è un'immagine malata, che forse devo ancora
capire qualcosa di più.
Lyttelton, terrazza Wunderbar, mi mancherà. Vista sul porto
mercantile, nella baia di Diamond Harbour. A sinistra ho due
russi con cappellino di una multinazionale americana. A destra la
provenienza è difficile da capire, ma la lingua è
spagnola. Io scrivo in italiano e parlo in funnyitalianenglish con la
cameriera (tedesca).
Lyttelton - NZ, 4/3/2007
Keep on working. Preso da un barlume
di follia (la solita) ho comprato un biglietto per Sydney, giusto il
giorno della deadline. Ultima settimana in Australia. Da lì
qualche giorno per raggiungere Melbourne. E da Melbourne ritorno a Chch
il 25. Il 28 si vola per l'Italia.
La situazione è completamente fuori controllo, anche col doppio
del tempo a disposizione non riuscirei a fare tutto quello che dovrei
fare; me ne batto il belino.
La vendita della macchina l'ho delegata a Nicolas, io la tengo fino
all'ultimo giorno, poi lui la vende e si tiene il 50%. Per lui è
un'operazione ad alto rischio, il 50% di zero è zero. Vedremo.
Lyttelton - NZ, 26/2/2007, again
21.47
I siti dei giornali italiani sono finalmente aggiornati, 'ste 12 ore di
fuso rendono il lunedì sempre abbastanza boring. Leggo
l'intervista ad Andreotti (chi ne ha voglia la trova
qui), ipotesi/illazioni direi che sono confermate.
Repubblica.it - 26/02/2007, 09.47
Intervista al senatore a vita
di CARMELO LOPAPA
"...
E dunque, presidente?
"E dunque occorre stabilità di governo in momenti come questi".
Vuol dire che voterà la fiducia?
"Sono stato lontano ma ho seguito l'andamento dei fatti. Ho letto
soprattutto il nuovo programma al quale ha lavorato la maggioranza".
E qual è il suo giudizio?
"Positivo. Ho notato con piacere che certi punti non fanno più parte degli obiettivi dell'esecutivo".
Si riferisce ai Dico, al riconoscimento delle unioni civili che lei non aveva fatto mistero di non condividere affatto?
"Sì, ho visto che i matrimoni omosessuali, diciamo così,
saranno accantonati. E questo è condivisibile. Dunque penso che
non dovrebbero esserci difficoltà per il governo ad andare
avanti".
..."
Sempre in balia di Vaticano e Democrazia Cristiana, una bella sorte.
Comunque, i cavalieri dell'ideale non sono affatto giustificati.
Vado a cenare, non sarà facile, i flatmate sono nervosi per
l'ispezione di domani del padrone di casa. E' un pazzo/a deluso/a dal
cambiamento di sesso (non è una palla, il risultato è
tragico, ne è uscito un ibrido senza scampo, almeno
all'apparenza), e ogni tanto viene a romperci i coglioni perchè
ci sono troppi fili d'erba tra le piastrelle del cortile... Sono tutti
al lavoro, io pensavo di non preoccuparmene. Ho pulito il bagno, direi
che basta. Ho proposto di organizzare un fronte anti-ispezioni ma non
ha funzionato. Evito gli spigoli, domani sera ceno fuori.
Lyttelton - NZ, 26/2/2007
Marco mi manda l'amaca di Michele
Serra, grazie mille. Leggo, è da mettere sul blog, e così
faccio. Cerco su Google il testo per fare copia/incolla, e anche per
cercare uno storico di "tutte le amache". Keywords: "amaca michele
serra cavalieri dell'ideale". Il quinto link è
effettolarsen,
minchia! Popolarità meritata. Lo stesso testo l'ha pubblicato
anche il Teo, lo lascio lo stesso, ormai... Convergenza
confortante. Ricambio la stima, ovviamente.
Tra l'altro... quando cadde "lo stesso" cazzo di governo nel 1997
eravamo insieme a Berlino. Freddo bestia, grigiore tipico da autunno
berlinese. Io e Tommaso che chiaccheriamo sul marciapiede. Il Teo sta
chiamando a casa da una cabina telefonica a qualche metro di distanza.
"Ciao Pa, si qui tutto bene, voi?" - silenzio - "Noooo, P...
(censura)...".
Non dev'essere una bella notizia, che cazzo è successo? "E'
caduto il governo...". Già al tempo era l'ennesima delusione
politica, mal sopita in un turkish-kebab-takeaway. Non ci ho ancora
fatto l'abitudine.
L'amaca da Repubblica.it del 22 febbraio 2007
"I Cavalieri dell'Ideale" di Michele Serra
Si
capisce, uno ha tutto il diritto di coltivare i suoi ideali
integerrimi. E di sentirsi eletto dal popolo lavoratore anche se è
stato spedito in Senato da una segreteria di partito. Uno ha tutto il
diritto di rivendicare purezza e coerenza, così non si sporca la
giacchetta in quel merdaio di compromessi e patteggiamenti che è la
politica. Però, allora, deve avere l'onestà morale di non fare parte di
alcuna coalizione di governo. E deve dirlo prima, non dopo. Deve farci
la gentilezza di avvertirci prima, a noi pirla che abbiamo votato per
una coalizione ben sapendo che dentro c'erano anche i baciapile, anche
i moderatissimi, anche gli inciucisti. A noi coglioni che di basi
americane non ne vorremmo mezza, ma sappiamo che se governano gli altri
di basi americane ne avremo il triplo.
Invece
no: questi duri e puri se ne strafottono della nostra confusione e
della nostra fatica. Prima salgono sulla barca della maggioranza, poi
tirano fuori dal taschino il loro cavaturaccioli tutto d'oro e fanno un
bel buco nello scafo, per meglio onorare la loro suprema coerenza e la
nostra suprema imbecillità. Un bell'applauso ai Cavalieri dell'Ideale:
tanto, se tornano Berlusconi e Calderoli, per loro cosa cambia?
Rimarranno sul loro cavallo bianco con la chioma al vento.
Lyttelton - NZ, 25/2/2007
Un'altra giornata molto lunga.
Chiudo con Kim Ki-duk, "3-IRON" non lo trovo, ripiego su "Spring,
Summer, Autumn, Winter... and Spring". Sono frastornato da quanti siano
gli spunti interessanti, è quasi troppo denso.
Sometimes we have to let go of things we like.
Lyttelton - NZ, 23/2/2007
Perchè i 12
comandamenti
proposti adesso dovrebbero andare bene? Prodi chiede le stesse garanzie
sulla politica estera, le parole di D'Alema mi sembrano solo confermate.
Invece i Dico non compaiono. Rilancio delle politiche a sostegno
delle famiglie? Forse adesso è chiaro perchè Andreotti
non avrebbe votato e forse anche il motivo dell'influenza di Scalfaro.
Magari i senatori a vita c'entrano veramente, e magari anche ruini,
paparatzinger e il vaticano. Sono solo illazioni?
Vorrei uscire di casa, camminare per 3 minuti e spendere qualche euro
per comprare dei giornali italiani.
Lyttelton - NZ, 22/2/2007
Suona la sveglia, mi
alzo a fatica, tiro su il monitor del portatile e vado in cucina a fare
il caffè. Mi affaccio su questo nuovo giorno, con capiente tazza di caffè.
Repubblica.it: Prodi si è dimesso.
Incredulo, non capisco, forse mi sono perso qualcosa di importante. O
forse siamo ancora in balia delle stesse tristi dinamiche. I senatori a vita avrebbero
giocato il colpo basso? Cosa c'entrano i senatori a vita? Non
sono parte della maggioranza, Cossiga e Andreotti ce li dobbiamo tenere in ogni
caso. Invece la maggioranza?
Nel 1997
è successa la stessa cosa, dopo 10 anni in Parlamento non è cambiato niente.
10 anni. Bisogna costruire il partito democratico, un'identità
seria, una sinistra che sia responsabile di fronte all'Europa e a tutto
l'Occidente... Quanti anni sono che il grande partito democratico deve
arrivare? Chi lo dovrebbe creare? In questi 10 anni cosa avrebbero
fatto le classi dirigenti dei maggiori partiti della sinistra? Siamo
sempre incastrati nello stesso angolo, la sinistra radicale che
crea imbarazzi e poi apre le porte a Berlusconi.
Mi chiedo se il problema sia la sinistra radicale o se invece non sia
l'inconcludenza della sinistra non-radicale, che continua a dimostrarsi
incapace di scelte consistenti, in testa quella di fare a meno della
sinistra radicale. Non si costruisce niente, le facce sono sempre le
stesse, idee nuove non ce ne sono, ciclicamente Bertinotti diventa
amico o nemico, questo è il motore che fa nascere e morire i
governi.
Però Bertinotti lo conosciamo, non c'è più nulla
da scoprire. Il problema non è l'esistenza di Bertinotti. E'
l'incapacità di costruire una maggioranza solida, che genera la
ricerca di alleati del genere. E questa è una
responsabilità politica forte, immancabilmente lacunosa,
che non posso fare a meno di definire incompetenza.
Penso a Nanni Moretti, a Piazza Navona, ai dirigenti dell'Ulivo zittiti
alle sue spalle, sognavo un nuovo inizio, ma anche 'sta volta non
è cambiato niente. E anche questa volta mi chiedo cosa stia
facendo Lionel Jospin, ha perso le elezioni nel 2002 dopo 5 anni da
primo ministro francese, ed è immediatamente sparito dalla
politica.
Lyttelton - NZ, 21/2/2007
E' un grande salto. 3 settimane.
Paper finito e submitted, da un Internet Cafè di Motueka.
Michela sbarca a Chch dieci giorni fa, stamattina, troppo presto, è ripartita.
Castle Hill - Greymouth - Westport and Old Slaughterhouse - Takaka -
Kaiteriteri - Watering Cove - Bark Bay - Motueka - bloody Christhchurch
again.
Gran bella vacanza.
Lyttelton - NZ,
7/2/2007
Ore piccole, mi sono
rotto un pò i maroni...
Lyttelton - NZ, 3/2/2007
Il giorno più
lungo.
Coincidenze.
Alle 21.00 sono ancora in università, il paper procede, a
volte
si dilata, poi si ritira, comunque è in continua evoluzione,
spero che si possa chiamare crescita. Spengo tutto, mi incammino sotto
la pioggia, Rhombus nelle orecchie e poca voglia di vivere
socialmente il venerdì sera.
Vado verso il centro, forse Alice saprà darmi come sempre
soddisfazione, per soli 5 nz$.

Vago
tra i corridoi tappezzati di dvd, vibrazione e suoneria mi ricordano
che non sono solo, leggo e rimango bloccato. Ho appena ricevuto l'sms
più bello del mio rapporto con Miss Nokia... Ma la storia
continua, da passione in passione vengo abbagliato da "FISTS IN THE
POCKET", è da una vita che voglio vederlo, ma ho sempre
pensato
che l'avrei noleggiato in via beverora. Mai prevedere finali scontati.
A casa. Jonti è in vestaglia davanti a una partita di
cricket,
è una brutta scena, ma me ne batto il belino, Bellocchio e
cavo
di rete sono quasi una sicurezza.
In Italia sono le 11 di Venerdì mattina. Accendo Skype e
iChat.
E' la fine. Mezzora con Roberto, poi una lunga piacevole parentesi tra
Barcellona e la via Emilia, ritrovo Marcello dopo anni che non lo vedo,
ma credo che lui ancora non lo sappia. Zucconi ne scriverebbe almeno
una storiella su D. Alle 2.30 porto avanti 3 chat contemporanee, il Teo
da NYC davanti a un caffè doppio mi coglie di sorpresa,
riesco
cmq a complimentarmi per l'elogio a Thuram, che con Damiano Tommasi
è l'unico che salverei del mondo calcio. In contemporanea,
cerco
di difendere le simulazioni che girano da giorni sui server a Genova e
di non deludere la Mad.
Suggerimenti:
effettolarsen
the
long tide
Christchurch - NZ, 2/2/2007
Vorrei scrivere di
Leggere. In inglese o in italiano? In italiano, grazie.
Trovo quasi impossibile leggere in inglese, sparisce completamente il
piacere della lettura, capisco il senso, il messaggio, ma leggere non
è (solo) questo. Mi piace la mia lingua, e mi piace leggerla.
L'inglese lo associo sempre di più alle cose pratiche,
necessarie, ma fredde, che meritano un accento italiano, svariati
errori grammaticali e un vocabolario (quasi) essenziale. Squallida
giustificazione per chi non ha mai avuto voglia di studiarlo.
Cosa sogno in questi giorni:
selvaggioblu.
Christchurch - NZ, 1/2/2007
Fortemente consigliati:
Rhombus
from Wellington (
here).
Non capisco, mi manca qualche pezzo, mi sembra tutto di incredibile
cattivo gusto, è il trionfo dello squallore di Maria De
Filippi, delle frustrazioni di Curzio Maltese, di quella sinistra
piccola piccola che si consola dipingendo meschinamente gli avversari,
di Galimberti e Cacciari che dicono la loro. Ma anch'io
sto dicendo la mia.
Veronica Lario che scrive a Ezio Mauro per chiedere le pubbliche scuse
del marito Silvio Berlusconi, sulle pagine di Repubblica? Il mio
giornale preferito... E' fantascientifico, come l'undicisettembre.
Poi c'è il punto di vista martellante, della coincidenza che
ormai è certezza. Ogni volta
che in parlamento si discute un argomento sensibile, dalla Brianza
arriva un segnale forte, ma sempre fortemente televisivo, puzzolente,
vomitevole. Come piace alle masse, che vengono facilmente distratte.
Questo era il turno dei PACS.
Christchurch - NZ, 31/1/2007
Oggi è un
grande giorno, devo
condividere quest'emozione, dopo interminabili rotture di coglioni. E'
quello che sognavo da tempo e che finalmente è
arrivato. Capisco che vi interessi poco, ma è un
buon
risultato, del tutto personale.
Christchurch - NZ, 28/1/2007
Leaving New Brighton.
Rimane il ricordo di una casa super e di una grande
libertà, una reggia per 2 persone, senza chiavi, porte
sempre spalancate e radio sempre accesa. Personaggi di tutti i generi
che entrano ed escono come in un locale notturno, si siedono, parlano,
alcuni si fermano per qualche giorno, altri per 10 minuti.
Ieri sono tornato per prendere le ultime cose, nel mio (ex) letto c'era
una ragazza tedesca... si alza, ci mettiamo a parlare, anche questa sta
viaggiando da sola, s'è comprata un'auto e ci vive dentro.
Birdy l'ha conosciuta al parco e le ha offerto un letto normale, per
una notte. Ha fatto la lavatrice e ha preparato 2 borse per il prossimo
volo, Wellington - Bangkok - Delhi e da lì nord dell'India,
meditazione per 2 mesi.
Nuova casa, ennesima. Non ho granchè da dire, se non le
solite
cose. Forse una cosa di rilievo c'è, non provo
più forte
curiosità o quel senso di novità che senti quando
ti
trasferisci in un nuovo posto, nuova camera, nuova gente. Mi sento
stranamente apatico, sicuramente più concentrato sui fatti
miei.
L'articolo mi ha ormai inghiottito, ieri è spuntato
all'improvviso il sole, giornata meravigliosa, mi ha aiutato. Il brutto
tempo mi prosciuga, il sole mi porta un'energia incredibile, anche se
devo stare seduto davanti al pc.
Christchurch - NZ, 24/1/2007
Anche la vita degli
altri continua,
senza di me, menomale. Ho provato un'incredibile felicità,
ho
gioito perchè non sentivo più gelosia, dolore o
altri
sentimenti merdosi. Però l'emozione è stata forte
e prolungata...
Christchurch - NZ, 19/1/2007
E' il solito casino,
vorrei passare
la mia giornata a scrivere, ho scoperto che mi piace e sopratutto che
mi piace molto rileggere quello che scrivo. Anyway, il mio dottorato
non molla, aleggia sempre sulla mia testa, non mi abbandona, le
sensazioni che mi lascia sono altalenanti, passo da piena soddisfazione
a scazzo terrificante, è tipico di un'avventura non
semplice,
sopratutto dall'altro capo del pianeta, dove a volte problemi banali mi
sembrano insormontabili, e magari si sgonfiano immediatamente se lascio
la presa, se non mi ostino a sbattere la testa sulla stessa minchiata
per ore; il giorno dopo mi sembra tutto semplice.
Cosa dovrei scrivere... che il bel paese mi porta notizie emozionanti,
che mi fanno tremare sulla sedia, a volte vorrei essere teletrasportato
solo per un giorno, sfogare tutti i desideri e poi tornare qui, ancora
per i cazzi miei. Non è detto che uno dei prossimi traguardi
della scienza non sia proprio questo. Annullare completamente le
distanze, si stanno già accorciando così tanto
che non
credo sia una meta lontana. Sono in culo al mondo e sento amici e
persone lontane come se fossero presenti nella mia vita di tutti i
giorni, manca solo la fisicità, si, non è poco...
E'
stato emozionante avere notizie da Matteo a NYC, dopo anni che non lo
sentivo, come parlare con un'amica in Australia, e con chiunque altro,
dovunque sia... Poi penso che a volte tutto questo mi basta, e allora
mi preoccupo. Se l'affetto di cui hai bisogno arriva dalla rete, e
riesce a saziarti, rischi di non sentire più la
necessità
di stare in mezzo alla gente, di comunicare con uno sconosciuto, di
incontrare nuova gente.
Il tutto per dire che sto ricevendo diverse mail, che vorrei scrivere a
tutti, trovare il tempo di raccontare, di riservare le parole per
ciascuno di voi, ma vorrebbe dire alienarmi completamente dal mondo
circostante, vivere da solo col mio portatile. E' meglio di no, lo
faccio già per lavoro, anche se non mi va preferisco
chiudere,
dimenticare monitor e tastiera e tornare nel mondo reale. Sto cazzo di
cyberspazio mi sta inghiottendo, rischio di finirci dentro
completamente.
Ho trovato una nuova casa, mi trasferisco tra 10 giorni, terzo trasloco
in 6 mesi, indice di poca pigrizia ma forse troppa frenesia. A
questo giro ho scelto Lyttleton, meraviglioso paese di pescatori,
dietro le colline di Christchurch. Due flatmate: lei kiwi, lui inglese.
Christchurch - NZ, 12/1/2007
Oggi era tutto troppo
sereno, ci
voleva un messaggio frizzante, è
arrivato. Una coppia di ricchi benestanti, stronzi, ha deciso di
comprare la "nostra" casa... Mi aspetta il terzo trasloco, in
sei
mesi, non prima di cercare e trovare una nuova casa. Sto
seriamente pensando alla soluzione John: comprare una VAN e viverci
dentro. Torno in Italia tra 10 settimane, risparmierei circa 1000 NZ$
di affitto. Se riuscissi a vendere la mia auto per altri 1000 NZ$,
potrei aspirare a un camper da 2000 NZ$.
Perchè quest'ingiustizia nel far nascere un povero
cristo a Baghdad e un ricco cristo a Orbetello?
L'America fa sempre più paura, più del solito, ho
riguardato Full Metal Jacket. Viva il corpo dei Marines, che
stessero per i cazzi loro a spasso per l'Arizona.
Christchurch - NZ, 10/1/2007
Guardo il nuovo iPhone
sul web, poi
spengo l'iBook e accendo l'iPod. Mi sento un iSfigato, Designed in
California, but Made in Italy.
Christchurch - NZ, 10/1/2007
Tra le mail di
stamattina c'era anche questa, veramente un grande sollievo.
Subject: Basta! Ho mandato tutto a fare in culo.
Ciao Michele,
...
mi sono licenziato e adesso per un pò non voglio sentire
parlare di lavoro.
Spero di riuscire ad organizzarmi un viaggio, più o meno
lungo,
non so ancora né dove né quando, ti
saprò dire.
Ciao e a presto;
il tuo amico f...
Questa bastava, ho provato uno strano senso di lontananza, di voglia di
condividere certe emozioni, certi dispiaceri, più che altro
per
capire come un amico che conosci da anni possa vivere un'esperienza
così, tanto simile a quella che ho vissuto anch'io.
Poi sette minuti fa... devo lavorare porco cazzo, continuo a distrarmi
come un disadattato. Gmail si fa vivo, sender e subject
suscitano emozione e ricordi lontani, notti di tanti anni fa, a
condividere passioni, interessi e curiosità, che ci
sembravano
adulti ma che in realtà erano ancora intrisi di furore
adolescenziale, che inevitabilmente rendeva tutto avvincente... I mille
ricordi confusi convergono in uno solo, una notte d'estate
del '97, in una Lucca caldissima e deserta, a zonzo ubriachi, su due
bici di dubbia provenienza. Stupenda l'euforia che ci
trasportava,
che adesso è solo un ricordo, ma che vorrei
dirompesse
adesso nella vita di tutti i giorni.
Non riesco a rispondere, anche se vorrei, ma preferisco crogiolarmi nei
ricordi e in quello che leggo, scriverò con calma.
Christchurch - NZ, quattrogennaioduemila7buonanno
Dovrei scrivere sulla
fatidica notte
di capodanno... ma non ne ho voglia. In breve: bellissimo concerto di
musica kiwi, Salmonella Dub, http://www.salmonelladub.com/; e party
dagli irlandesi a seguire... finale scontato in Cathedral
Square,
alle 6 del mattino a mangiare falafel e yogurt con Gordon.
In questi giorni sto lavorando, mi ha distratto solo la Warranty of
Fitness dell'auto, scade domani. Ma stamattina ho gloriosamente risolto
tutti i problemi, dopo aver raccattato pezzi usati in non so quanti
sfasciacarrozze di Chch; solo in città sono più
di 30.
Continua a lasciarmi perplesso quest'economia locale basata al 50% sul
mercato dell'automobile.
Smontare il volante di un auto non è banale, specialmente se
non
è mai stato smontato in ventidueanni di vita, dell'auto -
non
dello smontatore.
Christchurch - NZ,
31/12/2006
E' stato un buon anno,
sicuramente quello della rinascita, si sono finalmente visti i
risultati di scelte difficili, dopo più di 2 anni merdosi.
Passo la giornata in università, lavoro, non c'è
nessuno. Fuori piove. Sono le 20.00 tra poco iniziano concerto e
festeggiamenti, vedremo.
Christchurch - NZ, 28,29,30/12/2006
Il programma prevede un
giro di 2/3 giorni a piedi nella zona di Mount Cook, nel mezzo delle
Alpi del Sud; penso di andare da solo, Gordon decide di venire anche
lui, è ormai il compagno più fidato nelle
avventure più assurde. Le previsioni del tempo sono
allucinanti, pioggia e neve in alta quota sulle Alpi, abbandoniamo ogni
velleità sportiva, andiamo verso nord, seguendo la costa,
direzione Kaikoura.
Dopo venti minuti di autostrada ci fa fermare un'auto della polizia a
sirene spiegate, 10 minuti di pippozzo perchè stiamo andando
troppo piano, 70 kmph è una velocità non ammessa.
Mentre ascoltiamo, noto un passeggero un pò anomalo
nell'auto della polizia.
Ripartiamo, ci supera, dopo 10 minuti il passeggero anomalo
è sul ciglio della strada col pollice sporgente, sale in
macchina e ci spiega che mentre faceva l'autostop in autostrada
è arrivato il solito poliziotto a sirene spiegate a
raccoglierlo.
Arriviamo a Kaikoura, strapiena di turisti, la spiaggia davanti al
paese non è per niente invitante. Proseguiamo per 10 minuti
su una strada sterrata, il tempo è incredibilmente stupendo,
le nuvole sono bloccate dalle Alpi. Arriviamo su una spiaggia scura,
bellissima, non c'è nessuno; qualche pescatore, ogni tanto
passa qualcuno a cavallo. Rimaniamo fino al pomeriggio dopo, nell'ozio
più totale, alla sera montiamo le tende e accendiamo un
fuoco, Gordon inizia a raccontare avventure a oltranza dalle Highlands
all'India, io lo tempesto di domande e mi piscio dal ridere.
Il 29 pomeriggio salutiamo il belga, in viaggio da solo da quasi un
anno, tra Australia e NZ; decide di fermarsi qualche giorno in
spiaggia, ha finito i soldi e non sa bene cosa fare.
Il bel tempo ci porta ad Hamner Spring, 120 km nell'interno, zona
sulfurea tipo "Saturnia", con piscine di acqua calda all'aperto. Dopo
un'ora di ammollo passiamo la serata a zonzo per Hamner, a mezzanotte
combattiamo per un pò con il motorino d'avviamento della mia
auto. Grazie a moto e macchine catorcio conosco il trucco magico,
qualche sassata sul motorino e di solito riparte, effettivamente
funziona. In mezzora troviamo il campo giusto in cui montare la tenda;
la mattina dopo ci svegliamo per la pioggia, si dorme fino a tardi,
alla sera siamo a Chch. Grande boccata di libertà, lontano
da
noia e routine; Gordon si rileva il compagno ideale per ogni tipo di
avventura priva di organizzazione, è veramente in gamba.
Christchurch - NZ, Boxing Day 2006
Natale se ne va con
amici e nepalesi, evito accuratamente l'invito
alla festa distruttiva degli irlandesi, sono 6 personaggi assurdi, non
capisco quasi un cazzo quando parlano, ordinano da bere in
continuazione e pagano per chiunque sia nel raggio di pochi metri.
L'avversione verso gli inglesi di Scozia e Irlanda ha creato un ferreo
legame tra il loro gruppo e Gordon, in cui sono stato travolto senza
avere responsabilità. Escono quasi ogni sera con il
kilt tradizionale,
quello irlandese è grigio a tinta unita, Gordon si accoda
con il kilt
scozzese di suo nonno, immancabilmente con lui. Le serate finiscono
puntualmente in canzoni di gruppo, dando botte di troia alla regina
d'Inghilterra e il peggio che si possa pensare al resto dei reali
inglesi.
Io la faccio da spettatore.
Christchurch - NZ, 18/12/2006
Oggi mi ha scritto Luca,
si
trasferisce in NZ con Nilde dal prossimo Febbraio, lo/ti aspetto, ho
guardato il sito che mi ha mandato, credo che avremo un sacco di cose
di cui parlare. http://www.bicig8.org/
Intanto copio e incollo questa bellissima frase:
"andrò così lontano che il ricordo muoia disperso
tra le
pietre della strada. Continuerò ad essere lo stesso
pellegrino
con dentro la pena e fuori il sorriso..."
Ernesto Che Guevara
Per un pò lascio andare la fantasia, poi la spiaccico contro
il
muro con lo scacciamosche, e torno all'articolo di merda che mi sta
facendo lavorare 14 ore al giorno. Il mio Natale sarà
dedicato
al dormire sulla spiaggia, bisogno molto più essenziale del
mangiare 4 piatti di anolini, carni, panettoni... per poi tirare la
tenda e scambiare le presentazioni con la nebbia padana.
Christchurch - NZ, 15/12/2006
Ti sto trascurando, la testa è sempre piena di cose che
vorrei
scrivere, dovrei segnarmi degli appunti, girare come un mezzo folle con
un taccuino e tenere traccia di quello che mi passa per la testa, o
anche solo di quello che vedo e mi sembra interessante. Diventerebbe
una prigionia? Passa il tempo, succedono un sacco di cose ma
è
difficile documentarle.
C'è una strana aria di vacanza, mi fanno gli auguri di
Natale,
è Dicembre? Gli autoctoni girano per le strade a piedi nudi.
E' morto Pinochet, ci scommetterei che l'80% dei Kiwi potrebbe pensare
a un calciatore sudamericano o a un maestro di danze latine. Questa
estraneità dal mondo, da tutto quello che succede,
è un
pò stancante. Birra, All Blacks e TV. That's all.
Luis Sepulveda: Pinochet. Ci rubò l’esistenza
Tratto da “la
Repubblica”, 4 dicembre 2006
Sono chiuso in casa da tre settimane per terminare un romanzo,
senz’altra compagnia se non quella del mio cane Zarko e del
mare,
felice tra i miei personaggi, ma dalle prime ore di domenica, ho
cominciato a ricevere delle telefonate dei miei amici e amiche del Cile.
“Prepara i calici”, mi dicono dal mio lontano
paese. Ho
pronta una bottiglia di Dom Perignon in frigorifero. È un
riserva speciale e me la regalò a questo fine il mio caro
amico
Vittorio Gassman una sera a Trieste. “Spero che la berremo
insieme”, mi disse in quell’occasione e
sarà
così, perché a casa mia c’è
un calice che
porta inciso il suo nome. Alla radio, una voce dice che il tiranno sta
davvero male e che, a quanto pare, stavolta la Parca se lo
porterà all’inferno degli indegni, anche se noi
cileni non
ci fidiamo mai delle repentine malattie che lo colpiscono ogni volta
che deve affrontare la giustizia.
Vorrei essere in Cile tra i miei cari e condividere con loro la
spumeggiante allegria di sapere che finalmente finisce
l’odiosa
presenza del vile che ha mutilato le nostre vite, che ci ha riempito di
assenze e di cicatrici. Pinochet non solo ha tradito il legittimo
governo guidato da Salvador Allende, ha tradito un modello di paese e
una tradizione democratica che era il nostro orgoglio, ma in
più
ha tradito anche i suoi stessi compagni d’armi negando che
gli
ordini di assassinare, torturare e far scomparire migliaia di cileni li
dava lui personalmente, giorno dopo giorno. E come se non bastasse, ha
tradito i suoi seguaci della destra cilena rubando a dismisura e
arricchendosi insieme al suo mafioso clan familiare.
L’ex dittatore paraguayano, Alfredo Stroessner, è
morto
poco tempo fa nel suo esilio brasiliano, pazzo come un cavallo,
dichiarando persone non gradite in Paraguay cento persone al giorno i
cui nomi estraeva dall’elenco del telefono di Sau Paulo.
Pinochet, invece, muore simulando una follia che gli permette fino
all’ultimo minuto di fare assegni e transazioni
internazionali
per nascondere la fortuna che ha rubato ai cileni. Muore amministrando
il suo bottino di guerra con la complicità di una giustizia
cilena sospettosamente lenta.
Smette di respirare un’aria che non gli appartiene, di
abitare in
un paese che non merita, tra cittadini che per lui non provano altro
che schifo e disprezzo. Ma muore, e questo è quello che
importa.

La
sua immagine prepotente di "Capitán General
Benemérito",
titolo di ridicola magniloquenza che si autoconcesse, svanisce nella
figura dell’anziano ladro che nasconde il suo ultimo furto
tra i
cuscini della sedia a rotelle. Ma muore, e questo è quello
che
importa.
Prima di tornare al mio romanzo, apro il frigorifero e palpo il freddo
della bottiglia. Poi dispongo i calici con i nomi dei miei amici che
non ci sono, dei miei fratelli che difesero La Moneda, di quelli che
passarono nei labirinti dell’orrore e non parlarono, di
quelli
che crebbero nell’esilio, di quelli che fecero tutte le
battaglie
fino a sconfiggere il miserabile che ha gettato un’ombra
sulla
nostra vita per sedici anni ma non ci ha tolto la luce dei nostri
diritti. Con tutti loro brinderò con gioia alla morte del
tiranno.
Traduzione di Luis E. Moriones
Bloody Christchurch again - NZ, 11/12/2006
Arrivo a casa all'una di
notte, Birdy
non c'è per una settimana, è ad Auckland per un
seminario
di meditazione, spero di capire cosa sia quando sarà
ritornato.
Arrivo davanti a casa è c'è in bella vista un
cartello di
vendesi di un'agenzia immobiliare, Birdy ha deciso di vendere la casa?
Entro e sembra di essere all'Ikea, tutto pulito e ordinato, compresa la
mia stanza, sul tavolo della cucina troneggiano un mazzo di fiori, un
piatto di salatini e il biglietto da visita di un agente immobiliare.
L'importante è che la vita di tutti giorni continui ad
essere
imprevedibile.
Sicuramente il mio flatmate avrà cercato di avvisarmi, ma
non
poteva sapere che torno dall'Australia senza cellulare, la
società multietnica è interessante ma prevede
anche
qualche inculata. Oggi è toccato a me.
Melbourne - Australia, 10/12/2006

Michela e
Christian mi hanno
adottato, vivono in una casa enorme, in tutto sono 10 persone, ce
n'è di tutti i colori, europei, malesyani, cinesi, la
padrona di
casa è una vecchia troia che sta al piano di sopra, ogni
tanto
spunta all'improvviso, la mia presenza potrebbe generare tensione, o la
semplice richiesta di un affitto... passo le mie giornate in
biblioteca, quando si riesce porto via le balle a metà
pomeriggio, Michela finisce di lavorare e andiamo al mare. Spiaggia di
Brighton, anche qui gli stessi nomi, questi anglosassoni sono incapaci
di scegliere nomi originali: pescano dei posti a caso dal mappamondo e
li riciclano nelle loro zone. Il risultato è che Melbourne
è a due passi da Sorrento e Sanremo...
E' una metropoli multietnica, in cui si fondono i deliri delle culture
asiatiche e la compostezza degli anglosassoni; il centro è
un
macello architettonico di vetroacciaiocemento, in cui le attrazioni
sono puramente commerciali, quindi molto poco attraenti. Appena fuori
dalla city la città si fa interessante, convivono
comunità lontane e diverse tra loro, che lasciano il segno e
suscitano curiosità. La vita notturna è
trascinante, si
trova qualsiasi cosa a qualsiasi ora. I mezzi pubblici funzionano bene,
le auto sono poche, l'effetto è ovviamente
piacevole.
L'università ha un campus molto grande e superorganizzato, i
soldi per la ricerca mi sembra che ci siano e che vengano spesi bene.
Gli studenti anglosassoni sono in clamorosa minoranza, l'oriente la fa
padrone: giapponesi, cinesi e malesyani mi sembrano la fetta
più
grossa.
La
percentuale di immigrati è altissima, anche se i vincoli per
trasferisi non sono pochi; il risultato è una
società
multietnica forte, che sta in
piedi, chi ottiene un visto trova lavoro e riesce a vivere bene.
Eh già, Melbourne è forse l'unica
città
extraeuropea in cui vivrei volentieri. Cmq l'Europa ha sempre una
marcia in più, più passa il tempo e
più me ne
convinco.
Melbourne - Australia, 5/12/2006
Sono qui da qualche
giorno,
venerdì sera esco dall'aeroporto distrutto dalla stanchezza,
per
le troppe ore di volo e per la notte passata a leggere in aereo. A
Christchurch la polizia mi fa una scenetta di mezzora dicendomi che non
possono farmi uscire dalla NZ, perchè ho il passaporto
troppo
rovinato, è entrata della sabbia tra la pellicola di
plastica e
la foto, potrebbe essere falsificato. Solite tarantelle, mi sembra di
essere in Italia, dopo un pò tutto finisce e vado a
prendermi
l'aereo.
Vengo risucchiato dalla mondanità di Melbourne, Roberto
purtroppo è tornato a Genova il giorno prima del mio arrivo,
però mi lascia degli ottimi contatti; il sabato sera si
rivela
più lungo del previsto, alle 7 del mattino ritorno nella
splendida guesthouse St Arnaud, dopo un party infinito a casa di gente
sconosciuta.
Oggi ho parlato alla conferenza, tutto bene. Rimango qui fino a
Domenica, peccato che debba scrivere un articolo; fino a stamattina ero
abbastanza nel panico, alla ricerca di un posto decente in cui
lavorare. Come sempre la biblioteca è la soluzione giusta,
anche
qui servizi ottimi e a costo zero, tra cui accesso internet wireless
con il proprio portatile.
I prossimi giorni li passerò qui, abbandono ogni
velleità avventuriera, purtroppo non posso permettermela.
San Francisco/Auckland - NZ7, 29/11/2006
Ho
visto "Uccidete la democrazia" di Deaglio - Cremagnani, si
scarica in rete
qui.
Non so bene cosa dire, spero solo che non sia l'ennesimo fuoco di
paglia, il solito vociare confuso di pochi giorni che poi finisce nel
nulla. Vero o meno l'unica cosa da imparare è che
l'informatica
è meglio che stia lontana dalle procedure di conteggio dei
voti,
continuiamo a usare scrutatori, schede di carta e matita indelebile.
San Francisco - USA, 28/11/2006
Passo la sera a Mission,
quartiere
ispanico, è lunedì ma l'aria è
comunque frizzante,
la concentrazione di disperati è altissima, dalla fusione
con i
pazzi in cerca di divertimento ne esce un mix interessante, vorrei fare
decine di foto ma non ho la macchina, mi rimarranno solo i ricordi di
ristoranti messicani, brasiliani e peruviani pieni di gente, di musica
ad alto volume uscire dalle porte aperte dei locali, di aria satura di
marijuana, di studenti in cerca di avventura e di una miriade di
sfigati che si sciolgono
lentamente sui marciapiedi, diventandone parte, senza la compassione di
nessuno.
Per chi fosse prossimo a San Francisco:
- non coltivate nessuna speranza sui tram, sono una stronzata per
turisti tedeschi; quelli di Milano e Roma sono più
interessanti.
- il Golden Gate è un ponte, io non l'ho visto e non me ne
sono pentito.
- il Mithila Hotel in Sutter Street è un buon albergo,
borderline tra pensione a gestione familiare e posto di merda; ha il
suo fascino, è economico e direi anche pulito. Accesso
internet
wi-fi gratuito, grazie all'incuria di qualche inquilino limitrofo. Il
breakfast è il vero punto forte: caffè americano
tiepido,
rovesciato in bicchiere di polistirolo e brioche confezionata,
in
pacco enorme da 52; il tutto è servito sulle scale entro le
10,
con ordine imposto di consumare in camera.
- andate alla fermata del BART a Mission sulla 24esima, uscite fuori e
fate foto. I soggetti ci sono, anche le sceneggiature.
San Francisco - USA, 27/11/2006
Sulle strade della
California.
E' il caso che ci si fermi un pò a pensare, è da
60 anni
che in America si decidono i destini del pianeta, di vite, di morti, di
guerre, di miracoli finanziari e di disastri ecologici. Continuiamo a
definirla "la più grande democrazia del pianeta, il modello
a
cui riferirsi, l'obiettivo da raggiungere". Scendi dall'aereo, ti
infili nel BART (la metro) e la realtà inizia a delinearsi
come
tragicamente è, davvero... il treno percorre tunnel
sotterranei
poco illuminati ed esce sporadicamente per scorci drammatici dei
sobborghi urbani a sud di San Francisco. Sembra di essere alla
periferia di Casablanca, un aggregato di lamiere, cartoni e cemento, in
più ci sono le scarpe da basket, i dreadlocks e la pelle
nera
degli afroamericani.
Esco a Powell, pieno centro, a due passi da Union Square. Mamme e
figlie piene di pacchi e pacchetti fanno shopping nei negozi del
centro, gli ingressi dei grandi magazzini sono piantonati da decine di
impiegati licenziati,

che
chiedono gentilmente a chi sta entrando di
boicottare il grande magazzino... e poi ci sono i veri protagonisti, lo
specchio della California sono loro, gli homeless. Ad ogni metro
c'è un disperato che ti chiede aiuto, con gentilezza e
sottomissione, anche con voglia di parlare di se stesso e di chiederti
chi cazzo sei tu. Oltre i circuiti dorati delle vetrine di Union Square
non ci sono pedoni, rimangono i disperati, dappertutto, con zavorre
pesantissime trasportate in carrelli da supermarket. Al tramonto
compare una prostituzione dilagante, travestiti, messicane, nere,
tossici, ce n'è per tutti i gusti.
Gli americani della classe media non ci sono per le strade di San
Francisco, sono barricati nei SUV o in macchine lussuose, come nelle
strade di Los Angeles. Oppure davanti alla tv, dietro le
inferiate
e i portoni blindati delle case del centro. I pochi metri
quadri
davanti all'ingresso dei negozi chiusi sono tutti occupati, da un primo
strato di cartoni e sacchiapelo lacerati, e da un secondo strato di
alcolismo, depressione, disperazione, povertà, quasi sempre
avvolte in corpi di pelle nera. L'unica homeless di pelle bianca
è una ragazzina seduta all'angolo tra Mission Street e la
6th, ha steso
ad asciugare qualche vestito sulla rete metallica che delimita il
parcheggio e armeggia con una siringa per infilarla nell'interno della
coscia destra.
Questo è il nostro obiettivo? L'Europa ha bisogno di questo
schifo per tirare avanti?
Il risultato di decenni di capitalismo spremuto all'eccesso mi mette
sotto il naso uno scenario impietoso, noi non ci siamo ancora arrivati,
è il caso che ci fermiamo un attimo, che scegliamo un'altra
strada, che finalmente qualcuno guardi in faccia Bush e gli dica
chiaramente quello che gli va detto "FUCK YOU OFF.".
Credo che oggi l'Europa sia veramente il cuore pulsante di questo
mondo, conosciamo bene i pro e i contro di una società
fondata
sul consumo, abbiamo centinaia di anni di cultura alle spalle che sono
la nostra vera forza. Le politiche di stato sociale delle democrazie
europee è meglio che ce le teniamo strette, sarebbe un
errore
gravissimo mettersi nelle mani di colossi assicurativi che campano
facendo girare una roulette durante i consigli d'amministrazione e
strozzando migliaia di poveri cristi che hanno bisogno di un'assistenza
sanitaria.
Abbiamo da imparare dai paesi del terzo mondo, dove avvengono i veri
miracoli, dove la gente vive felice anche se non ha un cazzo,
finchè qualche pazzo non decide di portare Kalashnikov, dove
servirebbero sementi e programmi economici seri, e di accendere una
miccia per scatenare una guerra civile. Così quando
rimarrano
solo cadaveri sarà più facile estrarre petrolio e
diamanti, per sostituirli con i rifiuti del primo mondo.
Un'ultima cosa, sono a IEEE-Globecom, una delle conferenze
più
importanti nell'ambito delle reti di telecomunicazione. La quasi
totalità degli speaker che presentano i risultati di lavori
di
ricerca ha gli occhi a mandorla o la pelle nera. Indiani, cinesi,
malesiani, koreani sono dappertutto, nelle loro università e
nelle università americane (UCLA, MIT, Stanford,
Berkeley...) e
sono la vera forza della ricerca scientifica.
Io ho paura dei colletti bianchi di origine europea che stanno nei
consigli di amministrazione di società in Europa e in
America,
dove l'etica viene presto dimenticata, le competenze non contano, ma
tutto segue il corso di processi finanziari pericolosissimi. L'ecologia
frena l'economia, il precariato aiuta l'imprenditoria, i rifiuti
diventano una risorsa (follia pura...), perchè sono lo
specchio
del consumo e ci regalano qualche kilowatt/ora nelle decine di
inceneritori in costruzione in tutta Europa - o molto più
semplicemente perchè ingrassano la camorra e gli stakeholder
del
sud Italia.
Per oggi basta. Comprate e leggete Gomorra di Roberto Saviano e
rimarrete incazzati a vita come sta capitando a me.
Auckland/San Francisco - NZ8, 26/11/2006
Sono in volo, a cavallo
di 21 ore di
fuso orario, che non dovrebbero farsi troppo sentire. Non riesco a
dormire, anche se è passata la "mia" mezzanotte, leggo la
guida
di San Francisco e si aprono voragini di curiosità, di posti
che
vorrei assolutamente vedere... devo scendere a compromessi con me
stesso, ho troppe cose da fare e troppo poco tempo a disposizione.
La festa di Pawlikowski si è rivelata, ovviamente,
completamente
diversa dalle previsioni, tonnellate di cibo buonissimo preparate dalla
moglie Barbara e diversa gente interessante; tutto molto informale,
sopratutto grazie alla nutrita presenza della comunità
polacca
di Christchurch, che contro ogni mia studipa previsione vanta donne
eccezionali. Parlo quasi tutta la sera con un polacco (sorry, non mi
ricordo il nome, troppo difficile) che fa il gioeilliere a
Christchurch; si è trasferito in NZ nel 1985, scappando
dalla
Polonia con due bambini piccoli e la moglie... non facevano una parola
d'inglese in 4. L'Italia è il più grande
produttore di
gioelli, non lo sapevo, finalmente qualcuno elogia il bel paese non
solo per cibo e donne.
Christchurch
- NZ, 25/11/2006
Ho dimenticato di
mettere questa foto
di Phil, che purtroppo è tornato a Wellington; è
la
mattina dopo la festa di 2 settimane fa.
Intanto vi presento i
miei flatmates, Birdy e South (che compare solo nei weekend), stanotte
ha voluto dormire in tenda, montata in casa.
Stasera ricevimento per il 60esimo compleanno di Pawlikowski; non so
cosa aspettarmi, è alquanto probabile che mi senta fuori
posto.
Christchurch
- NZ, 23/11/2006
Rimango in
università fino
alle 17.00, finchè mi serve Internet, prendo la macchina e
vado
a casa, sperando di riuscire a combinare qualcosa. Birdy sta lavorando,
ogni giovedì ha gli appuntamenti di agopuntura e massaggi;
mi
faccio un caffè, nel frattempo arriva John, veramente una
bella
sopresa, lo vedo volentieri, anche se non è il momento
giusto.

Chiaccheriamo
per un'ora aspettando che Birdy
finisca. Ve lo presento: appena arriva la primavera lascia
l'appartamento
affittato per l'inverno e si trasferisce in
pulmino; è
organizzato, non gli manca niente. Vive senza fissa dimora per circa 8
mesi all'anno. E'
un grande alpinista, un sacco di vie dell'Isola del
Sud le ha aperte lui, su tutte le guide di alpinismo e arrampicata
della NZ c'è il suo nome; dopo l'università ha
iniziato a
viaggiare, con l'obiettivo principale di arrampicare. E' stato in giro
per 15 anni, Italia compresa. Mi racconta che rivedendosi
adesso
si rende conto di quanto fosse indemoniato, ridendo e con un
pò
d'imbarazzo, mi confessa che in volo verso gli Stati Uniti,
alla
voce
profession
della carta verde scriveva:
rock-climber.
6.50
Ci sono 5 persone prima di me, sono seduto in terra, per ingannare il
tempo mi metto a scrivere qualcosa, l'Immigration Service apre alle
8.30. Ieri pomeriggio ero qui per chiedere l'estensione del visto,
mentre sono in coda mi rimbalza in faccia che domenica ho l'aereo per
San Francisco, e che quindi non posso lasciare il passaporto
all'immigration service per farmi fare il visto... mi incazzo e mi
preoccupo, arrivo davanti a mister carrot, e gli spiego tutta la
faccenda. L'unica soluzione è ritornare qui di mattina
prestissimo per chiedere un rinnovo del visto da avere in giornata. Mi
controlla le scartoffie necessarie, corregge qualche delirante errore
burocratico sull'application form e mi dice di ripresentarmi qui entro
le 7 del mattino. Eccomi. In rapida successione devo anche fare il
biglietto aereo, la paura di non trovare un
posto c'è,
vedremo.
Ieri sera è finito il corso di accoglienza profughi, il 7
Dicembre arrivano i nepalesi, dobbiamo trovargli una casa,
l'arredamento, chiedere gli allacci di acqua, luce, gas, aprire i conti
in banca, trovare il medico della mutua, la scuola d'inglese, il
lavoro, ci sarà da divertirsi.
In tutto questo devo anche lavorare, anche se non ne parlo/scrivo mai,
per scelta.
Christchurch
- NZ, 22/11/2006
Ancora a casa, non
mancano le
sorprese, domenica volo a San Francisco, e dopo una settimana
direttamente a Melbourne. Giulio dice di venirmi a trovare
lunedì, da Londra, purtroppo è la settimana
sbagliata,
cambiamo leggermente i piani, ci incontreremo direttamente a Melbourne,
almeno un weekend dovremmo passarlo a Mount Arapiles.
Sono le 2:28, mi sento vivo.
Il ritorno da Takaka ha il suo fascino, sulla seconda macchina siamo
solo in due, io e Nicolas, che guida l'auto di Mirko, dopo mezzora di
viaggio la ruota anteriore sinistra fa un rumore assurdo, che
facciamo?

A Motueka in venti minuti ci cambiano le
pastiglie dei freni,
mai visto un servizio così efficiente. Il resto della truppa
ci
ha seminati, i cellulari non funzionano, ci addentriamo nelle Alpi,
Nicolas dice che dobbiamo fare benzina, gli rispondo con un
pò
di strafottenza, abbiamo quasi un quarto di serbatoio, c'è
tutto
il tempo... dopo un'ora siamo nel parcheggio di un motel, l'unico segno
di civiltà tra montagne, alberi e fiumi. Nicolas tiene la
bottiglia vuota di coca-cola, io reggo una canna di gomma che la
barista
cinese stava usando in giardino, una coppia di kiwi annoiati si
contende il fondo della gomma, cercando di aspirare nafta dal serbatoio
della loro auto e bevendone circa la metà. Rispettando i
principi della fisica riusciamo a recuperare quasi 3 litri di nafta,
paghiamo birra per tutti, e lasciamo il bar del motel tra gli applausi
calorosi dei presenti.
Anche in NZ sono riuscito a rimanere a piedi senza benzina. Non
è il caso di raccontare la disavventura al resto della
truppa,
perderemmo ogni tipo di considerazione, il problema ai freni
giustifica pienamente il ritardo. Si arrampica solo domenica e
lunedì mattina.
Takaka
- NZ, 18/11/2006
Takaka
- NZ, 17/11/2006
Long weekend, sei ore di
macchina per
arrivare a Takaka, angolo nord-ovest dell'isola, paradiso per
l'arrampicata. Ma piove, piove, piove... la
prima notte in tenda non si
può fare, arriviamo alle 2 a Lake Rotoiti, c'è
uno
shelter vicino alla strada, dormiamo in terra cullati dal rumore della
pioggia. La sveglia è un tuffo nel lago.
Campeggio "Hand Dog", il solito
stereotipo: dreadlocks, tatuaggi e
canne, sempre le stesse, non cambiano
mai, da Marrakech, Auckland a
Santa Maria in Trastevere. Continua a piovere, fortissimo,
dalla
tettoia della cucina sembra di essere in Vietnam, nel mezzo di una
foresta pluviale.
Christchurch
- NZ, 11/11/2006
Non si può
pretendere di
capire e controllare quello che ti circonda, in un momento le cose
cambiano in una direzione che ti trascina lontano. Le paure si
trasformano in ricordi, i desideri in capricci, tutto è
ovattato, conta solo il sentimento che ti sta facendo correre. Qualcuno
bussa alla porta, ti trovi di fronte
amici che non aspettavi, è una festa, tu sei il
protagonista. Ci
sono i regali, manifestazioni di affetto imprevedibili, tutto cambia,
ti senti a casa.
E' l'ora dei saluti, non senti solo qualche
"see u later", qualcuno cerca il tuo sguardo, ti dice cose importanti,
non le dimenticherò, anche se la lingua non è
quella
solita.
Sbando per la cucina cercando di inforcare il corridoio, qualcuno bussa
alla porta, Nicolas ha dimenticato le luci della macchina accese,
batteria a terra.
Ci scambiamo i ruoli, buona notte.
Christchurch
- NZ, 10/11/2006
31 anni, il fuso orario
mi fa più vecchio di 12 ore, l'emisfero
sud trasforma l'anniversario in una festa d'estate, così
diversa
dai compleanni grigi a cui sono abituato.
Penso a come siano trascorsi lentamente i miei primi vent'anni, i
restanti undici sono passati in un istante, forse un pò
troppo
velocemente.
Si prevede un weekend impegnativo, pullulano party e bbq sulla
spiaggia; stamattina ho messo il saccoapelo in macchina.
Vi saprò dire.
Christchurch
- NZ, 9/11/2006
Un'ora di bus per
arrivare in
università, è una novita, riesco ad apprezzarla.
La
giornata si fa movimentata per rimettere in sesto l'auto, vorrei/dovrei
lavorare, mi manca poco per mettere insieme il lavoro fatto negli
ultimi mesi. Mi affido nelle mani di un meccanico che ha il classico
modo di fare ruffiano di chi ti sta per inculare, cerco di parare i
colpi dandogli poca confidenza; il bilancio finale direi che
è
positivo, sembra solo la batteria scarica, devo aver lasciato le luci
accese.
Concludo la giornata con 4 ore di arrampicata con il solito gruppo di
ingegneri tedeschi, veramente una miscela esplosiva.
Christchurch
- NZ, 8/11/2006
Il corso finisce alle
21.00, usciamo
in gruppo, qualche parola soffiata via dalla pioggia, parlo ma non
capisco le risposte. In un attimo spariscono tutti, entro in macchina,
mi chiedo come farò ad arrivare a New Brighton senza
tergicristalli... la leva mi è rimasta in mano dopo una
settimana
dall'acquisto dell'auto, posso azionarli con un cacciavite in
situazioni di estrema emergenza, non sono ancora riuscito a fermarli in
meno di 30 minuti di battaglia.
I tergicristalli non mi servono a niente, giro la chiave e non succede
nulla, la macchina è completamente morta. Realizzo per
l'ennesima volta che comprare un ombrello sarebbe utile, sono
solo
5 mesi che me lo riprometto tutte le volte che piove, cioè
quasi
tutti i giorni.
Mi incammino verso il Bus Exchange, musica nelle orecchie, e acqua a
go-go.
Christchurch
- NZ, 6/11/2006
"francamente me la sono un po'
menata col tuo blog, non che non mi piaccia, anzi, scrivi molto bene e spesso
mi diverte, ma mi piace di piu' la comunicazione individuale. alla
fine non scrivi mai niente di troppo personale e/o piccante - e sono
d'accordo con te nel non farlo, meglio non sputtanarsi davanti a mezzo
mondo - e quindi non si riesce veramente a capire come stai laggiu' e che
pensi realmente."
Direi che sono proprio d'accordo. Sui blog, sui fatti propri
accessibili a tutti, sulle persone che si incontrano in rete... Mi
è piaciuto scrivere finchè avevo qualcosa da
raccontare,
il viaggio, la Nuova Zelanda, la novità delle mille
cose da
raccontare, giustificavano questa pagina web, anzi, diciamo che la
stimolavano. Quando la vita di tutti i giorni diventa più
intima, ma anche più scontata, senza orsi bruni, e vicende
esilaranti, allora scrivere diventa più difficile. Difficile
nel
senso che raccontare proprio i cazzi miei a chiunque abbia voglia di
leggere mi mette un pò a disagio, più che altro
diciamo
che non ce n'è motivo.
Quindi le comunicazioni diventano più intime, più
ristrette e si limitano a singole mail o telefonate; che un
pò
ti riportano lontano... Altrimenti ritorniamo "alle
invasioni di
cavallette in camera per avere qualcosa da scrivere tutti i giorni" (C.
Senatore).
In parte mi stupisco di aver scritto così tanto, e
sopratutto
che tanta gente abbia letto questa pagina. Non è un addio,
tanto per capirsi.
Christchurch
- NZ, 5/11/2006
Il clima casalingo
è molto
tranquillo, la casa è sempre aperta, anche quando non
c'è
nessuno, gente che va e che viene lasciando bigliettini, caramelle e
cioccolato.
Domenica pomeriggio, sto lavoricchiando in camera, mi trovo di fronte
un tipo più alto di me con una bottiglia di birra in mano.
Chiaccheriamo un pò e mi dice che è stato in
Italia per 3
mesi, a Momboluzzo, che non sapevo nemmeno esistesse, un paesino tra
Milano e Torino. Viveva in Svizzera, chiaramente senza fare un cazzo,
ed un suo amico gli ha proposto di trasferirsi in questa villa a
Momboluzzo per metterla in ordine e riuscire a venderla. Dice che
è stato un periodo bellissimo.
Cerca Birdi, che non c'è, ma decide lo stesso di fermarsi e
di farsi i cazzi suoi in casa nostra, contento lui...
Il mio flatmate è forte pure lui, un tipo mistico,
filosofie
orientali, agopuntura e 1000 altre manie, cmq mi piace, super
sportivo e ferreo ecologista. L'unico neo è che nel weekend
arriva South, il
figlio di 5 anni, fa un casino che sembra
di essere in un asilo nido. Il weekend scorso ha tirato fuori il belino
e si e' messo a pisciare in mezzo al salotto...
Nel frattempo scopro che Nicky e Gordon sono amici di Bill che
è
amico di Birdi... tutto un giro strano, comunque Christchurch
è
come Piacenza (e anche Genova), si fa presto a conoscere tutti. Anzi,
diciamo che dopo un pò tutti ti conoscono.
Christchurch
- NZ, 2/11/2006
Due Novembre, grigio, si
entra
nell'inverno piano piano, foglie gialle e rosse, le prime nebbie, i
nuovi progetti. Mi cade l'occhio sull'orologio e devo pensarci un
pò prima di capire che è Novembre... è
primavera
inoltrata, si va ad arrampicare a Port Hills, dalle cinque alle nove di
sera, dalle pareti il panorama è meraviglioso, la
città,
l'oceano, le Alpi.
Sono a letto, e bevo una tazza di caffè, è una
cosa senza
senso, non è una colazione del weekend, è solo il
caso
che mi metta a dormire. Le cose da fare sono sempre di più,
sicuramente non mi annoio, è raro che arrivi a casa prima
delle
10 di sera. Birdi mi chiama "ghost", quando ci incrociamo mi fa un
sacco di domande strane, non riesce bene a capire cosa faccia durante
il giorno e perchè non sia mai a casa.
Ieri sera abbiamo avuto il meeting del gruppo di volontariato, non
entro nei dettagli, cmq i personaggi sono veramente divertenti. Dalle
22 in poi siamo rimasti in tre, io, Gordon e Nicky. Gordon è
di
Glasgow, ha 30 anni e ha lasciato la Scozia nell'inverno di 5 anni fa,
al 55esimo giorno di pioggia consecutivo. Ha preso un aereo per Nuova
Delhi, con la sua ragazza e un australiano, dopo 1000 pellegrinaggi
è finito a Chch, senza australiano e senza fidanzata. Fa il
giardiniere, e gira per la città con un VAN a due posti
pieno di
attrezzi.
L'arrivo a New Delhi è stato segnato dall'accoglienza quasi
materna
degli indiani della pensione in cui alloggiavano; la prima sera vengono
ospitati in un salone raffinato, con cibo e fumo a volontà.
Quando la
ragione era ormai persa gli viene proposto un giro turistico in
Kashmir, con viaggio in autobus multistar e un soggiorno di lusso in
barca in un lago nel mezzo dell'Himalaya. Gordon lo ricorda come uno
dei momenti più appaganti della sua vita, i 55 giorni di
pioggia
scozzese alle spalle, un viaggio di lunga durata all'orizzonte e fumo,
the e dolci indiani a volontà... l'australiano decide di
partire
subito
il giorno dopo, l'offerta sembra imperdibile, Gordon e fidanzata lo
raggiungeranno pochi giorni dopo. La mattina seguente il mal di testa
è
insopportabile, dai ricordi offuscati della sera prima ricorda a
malapena il viaggio in Kashmir... e subito gli viene alla mente che il
Kashmir è sulle prime pagine di tutti i giornali, la zona
è contesa da
India e Pakistan ed è territorio di guerra da parecchio
tempo.
L'inculata inizia a prendere forma, l'australiano purtroppo
è
già
partito... Lo aspettano a Delhi, ritorna dopo 2 settimane, trasformato
in un ameba lamentosa. Dopo 50 ore di viaggio, l'arrivo in Kashmir
è
segnalato da un posto di blocco dell'esercito indiano, il turista deve
scendere dal mezzo e aspettare che qualcuno se lo prenda in carico;
è
impensabile avventurarsi da soli. Il compare degli amici della pensione
arriva dopo pochi minuti, tra scariche di mitra e auto in fiamme lo
porta sulla riva del lago, in cui c'è più merda
galleggiante che a
Cesenatico quando si rompe il depuratore. Con una zattera a remi viene
trascinato sulla fatidica barca, un gozzo senza coperta, l'unico
equipaggiamento è un sacco della spazzatura pieno di
scatolette
di
tonno scadute. Senza possibilità di scelta viene lasciato in
mezzo al
lago per più di una settimana, a godersi le rigide
temperature
Himalayane e l'umidità del lago, con 200$ in meno nel
portafoglio.
Oltre al Kashmir ha raccontato di un periodo in Australia, in
cui
lavorava in un albergo a 5 stelle vicino alla zona dei Twelve Apostles;
viveva in una roulotte sulla spiaggia, in cui ha fatto incontri
scioccanti con animali spaventosi. Tra cui 2 King Brown Snake, mortacci
loro, sulla spiaggia, terribile. Coccodrilli e racconti di ogni tipo,
m'ha fatto morire dal ridere.
Nicky è anche lei molto simpatica, è di un paese
vicino a
Cambridge, è stata in Vietnam, Laos, Australia, non mi
ricordo... adesso lavora in uno dei pub più
frequentati di
Chch.
E' iniziato l'"Italian Film Festival", ho visto "Nessun Messaggio in
Segreteria" di Paolo Genovese e Luca Miniero, m'è piaciuto
molto.
Christchurch
- NZ, 29/10/2006
Ennesimo mazzo di
chiavi, compagno di
casa, taciti accordi da rispettare, ci si conosce giorno per giorno,
dalle abitudini più intime.
Birdi è stato 3 anni in Giappone, come tecnico per la
costruzione di tunnel, vita di merda, credo ai più infimi
livelli; in 3 anni torna in NZ, si compra una casa a New
Brighton, ai tempi dell'acquisto c'era da lavorare parecchio.
Decide di metterla a posto da solo, e di dare da dormire e mangiare
alla gente disposta a lavorare qui. Più che altro ragazzi
americani, vengono a New Brighton per fare surf e, lavorando qualche
ora al giorno,
hanno vitto e alloggio gratis.
Adesso affitta una stanza e fa agopuntura, per il resto è
tutto da scoprire.
Prima di me è stato qui, durante l'inverno, un folle di
un'isola
del nord a 4 ore di traghetto da Auckland; ha la passione dello sci ma
non riesce a vivere lontano dal mare. Ha passato l'inverno a New
Brighton, tutti i giorni si faceva 1 ora e 1/2 di auto per andare a
sciare a Mt. Hutt.
L'ora solare in Italia mi riporta ancora più lontano, 12 ore
di fuso orario.
Ho visto "Agata e la tempesta" di Soldini, ascolto Daniele Silvestri e
mangio pasta al pomodoro; cerco di tenere duro.
Christchurch
- NZ, 27/10/2006
Settimana intensa. Talk
in università, grande svolta al corso di
volontariato, trasloco, decisione di spostare il ritorno in Italia,
organizzare la trasferta in Australia, l'arrampicata... a tutto si
aggiunge il
dottorato. Va tutto bene, è ovvio che non è
l'Italia a
rendere le mie giornate incasinate e a farmi sempre correre, lo sapevo
già ma questa è l'ultima conferma.
Stanotte all'una ero al Countdown, aperto sempre, sceglievo avocado e
asparagi come una casalinga nel mezzo di un mattino feriale.
Stasera Sam ha invitato un pò di gente a casa per asciugare
frigorifero e dispensa. Lascia la casa di Lyttelton, a Gennaio lui e
Wei Ying si trasferiscono a Londra. Si fermano 7 settimane in Canada
per sciare, a Londra cercheranno un lavoro e una nuova vita.
E'
una cosa comune tra i kiwi, lavorare per qualche anno, per poi
trasferirsi chissà dove e ricominciare da zero.
Sono stato all'agenzia di AirNZ per spostare il volo di ritorno; non so
perché ma consideravo la cosa estremamente stressante, e
sicuramente piena di imprevisti. Ritorno fissato per il 28 Marzo alle
19.40. Due scelte equivalenti, Chch - Auckland - Los Angeles - Londra -
Malpensa oppure Chch - Auckland - Hong Kong - Londra - Linate. Il
ritorno completamendo il giro del mondo ha un fascino irresistibile. La
domanda difficile è: "Would you like to have a long stopover
in
Hong Kong? It's free.". E' dura resistere, però un giro
anche in
Cina lo vedo un pò esagerato. Niente stopover a Hong Kong,
solo
2 ore per fotografare l'aeroporto, ed essere arrestato... Arrivo a
Linate previsto per le 20.40 del 29 Marzo 2007.
Un caso fortuito accomuna Roberto e il sottoscritto, entrambi
dottorandi al DIST ed entrambi finiti dall'altra parte del mondo. Da
Melbourne, mi propone un incontro in Tasmania per l'ultimo weekend di
Novembre; anche qui il fascino è irresistibile, non ho
ancora
deciso.
Christchurch
- NZ, 23/10/2006
Mi alzo alle 10.30, accendo il
cellulare, c'è un messaggio di Birdi: "Hey Michele, here's
Birdi, r u still available for the flat?". Si cambia casa, davanti al
mare.
Nel frattempo appiccico due foto di Mount Somers, il primo giorno, con
il bel tempo. Altre foto sono linkate
qui.
Christchurch
- NZ, 22/10/2006
La nevicata ci fa
tornare a Chch un giorno prima, il lunedì di festa
sarà cittadino.
Leggo su Repubblica.it che "Gomorra" ha fatto effetto, che Roberto
Saviano ha una scorta imposta da procura antimafia e prefettura di
Napoli, e che deve dire no ad un incarico politico. E'
già
un fenomeno in rete, la camorra gli sta addosso, cerca di fargli
paura. Coraggio. Leggete
qui.
Pinnacles Hut - NZ,
20/10/2006
Il rifugio è molto bello, ovviamente non custodito ma ben
attrezzato. In tutto siamo circa 15, non manca chi vuole essere
protagonista, in questo caso un cicciottello di Dunedin,
continua
a bere e parla in continuazione, interrompendo ogni conversazione.
Rompe veramente le palle. Alle undici si infila nel saccoapelo in uno
dei letti in alto, in meno di 5 minuti inizia a russare ad un volume
impressionante.
Cala il silenzio, cerchiamo di prendere sonno, ma la tromba
è
dirompente... fuori piove a dirotto e c'è un freddo bestia,
Greg
si alza di scatto, si mette il materasso sotto braccio e imprecando
esce dal rifugio, cercando un pò di silenzio sotto la
tettoia. I
compagni del cicciottello si sentono chiamati in causa, in 2 si alzano,
uno gli urla nelle orecchie di tutto "STOP SNORING FUCKING ASSHOLE!" il
secondo gli pianta delle sberle fortissime a mano aperta sulla schiena.
Non si sveglia... Saccoapelo e materasso volano fuori dalla porta,
niente da fare, continua a dormire. La svolta arriva con un ceffone
sulla guancia sinistra... "OH FUCK! WHAT'S GOING ON???", si
è
svegliato, più o meno... si siede sul bordo del
letto, cerca di scendere, senza capire mette i piedi su una
panca,
fa qualche passo, arriva in fondo, la panca si impenna improvvisamente,
l'orsacchiotto perde l'equilibrio... vola... per un secondo
interminabile... il colpo ricorda i rumori di un'officina meccanica, il
testone pelato pianta una craniata fortissima contro il tubo della
stufa... il rifugio trema, il protagonista rotola sfinito sul
pavimento... gli amici concludono l'opera, con 2 calci ben piazzati lo
buttano fuori.
Greg rientra.
Le risate si placano, così come le mie preoccupazioni sulla
salute del protagonista.
Cala il silenzio.
Mi prude il naso, tiro fuori un fazzoletto, un secondo di rumore.
Da fuori arriva un urlo disumano: "SHUT UP! FUCK OFF!!!!!".
Altra risata colletiva.
Si dorme...
Alle otto ci alziamo, fuori è tutto bianco, nevica...
Bowyers Stream - NZ, 20/10/2006

21.30
L'acqua è alta, sopra le ginocchia, porto 2
zaini, ogni 10
minuti siamo fermi per cercare il sentiero con le frontali. Mi sento
libero, penso
a quello che succede, a come tutto sia diverso da
quello che vivevo 2 anni fa, e che mi sembrava così
difficile
da cambiare.
Long weekend, lunedì è festa nazionale, partiamo
da Chch
venerdì sera alle 18.30, direzione Mt. Somers. Ci sono 2 ore
e
1/2 di cammino dalla strada fino al rifugio (Pinnacles Hut), appena
sotto le pareti d'arrampicata e la cima della montagna. Siamo in 4,
domani arriva il resto della truppa. Lasciamo il parcheggio alle
20.30, gli zaini sono pesanti, forse troppo. Tramping/trekking in NZ
è veramente diverso dall'Italia, si cammina per
un'infinità di tempo senza incontrare nulla, i posti abitati
fuori dalle città sono pochi, zero sulle montagne, e sui
sentieri è raro incontrare qualcuno. Poi c'è
l'aspetto
drammatico del tempo, che cambia in continuazione, i kiwi dicono che si
possono avere 4 stagioni in un giorno solo, effettivamente non
esagerano. A tutto si aggiungono i river crossing, è normale
attraversare 10 fiumi in un giorno, con l'acqua fino alle mutande.
Il risultato è che per stare in giro 3 giorni si fa presto
ad
avere uno zaino da 15 kg, se si arrampica c'è anche il peso
dell'attrezzatura.
Christchurch
- NZ, 15/10/2006

Con una efficienza fuori
controllo ho
visto sette case da ieri pomeriggio a stamattina; New Brighton e Sumner
sono posti meravigliosi, trasferirmi per il prossimo periodo mi sembra
una buona idea, anche se sarò a 15 km
dall'università.
Ieri sera ero quasi deciso per l'ultima casa di
Sumner, davanti all'oceano, con un flatmate olandese, pittore,
sui
50 anni, molto strano, ma simpatico.
Oggi alle 12.30 bussavo ad una casa di New Brigthon, dalla porta di
vetro si vede una Bibbia appoggiata sul tavolo della cucina, un paio di
calze sporche ed uno strano manuale tecnico. Mi apre Chris, qualche
anno meno di me e una lunga barba rossa; mi fa vedere la casa, sono in
2, cercano un terzo. La Bibbia mi incuriosisce, gli chiedo se
è
cattolico, mi risponde che è cristiano e mi tira un pippozzo
di
10 minuti sul fatto che lui e George sono molto religiosi, credenti,
rispettano la morale cristiana... la casa è a 10
metri
dalla spiaggia di New Brighton, c'è solo una duna di sabbia
che
nasconde l'oceano, la luce è accecante, c'è anche
una
piscina in giardino. I flatmate non lasciano ben sperare, nei prossimi
giorni deciderò.
La biblioteca di New Brighton è quello che ogni studente
potrebbe sognare, le scrivanie sono affacciate direttamente sull'oceano.
Christchurch
- NZ, 14/10/2006
Mirko mi passa a
prendere alle 20,
dopo 2 ore siamo in un locale del centro all'aperto, c'è
pieno
di gente, i cocarhum aiutano le conversazioni in inglese con 3 ragazze
mai viste e conosciute, ma che ci trattano come vecchie conoscenze; mi
sento in Europa. La nottata si trasforma nel solito sbandamento tra i
locali del centro; alle 4.30 siamo rimasti in tre. Michelle (non
è l'italiana) ci rompe veramente le palle è
ubriaca e
molesta e non ci molla. Decidiamo di andarcene a casa, Mirko si accorge
di aver perso le chiavi, e io mi accorgo di aver lasciato le mie chiavi
nella sua macchina.
Sono stanchissimo, ho fame e sonno, ritorniamo a cercare le chiavi...
non rispondo alle domande di Michelle, che ci segue
trascinandosi a
malapena. Alle 6 sono incastrato in un lucernaio della cucina, a 3
metri d'altezza, mi scappa da ridere, sono cotto, ci mancava anche il
ritorno a piedi e 'sto delirio per entrare in casa...
Christchurch
- NZ, 12/10/2006
Bella
notizia, l'articolo
scritto appena arrivato in NZ, per una conferenza a Melbourne,
è
stato accettato; la prima settimana di Dicembre sarò in
Australia.
Sono un pò alienato, scrivo poco sul blog perchè
non ne
posso più di stare davanti al pc, ho voglia di respirare.
Vorrei cambiare casa, andare vicino al mare, anzi, davanti al mare.
Christchurch
- NZ, 8/10/2006
Oggi Avalanche Peak.
Siamo arrivati
sotto l'ultimo tratto di salita, in un anfiteatro meraviglioso, la neve
è molto alta, e i pendii sono ripidi. Avventurarsi
sull'ultimo tratto sarebbe una follia, ogni tanto cade qualche
palla di neve, non è un bel segno; il nome della montagna ci
fa
riflettere. Ok, fermiamoci qui. Ci raggiunge un uccello Kea, molto
bello, l'interno delle ali è rosso, il resto del corpo
verde. Ci
sta molto vicino, non ha paura, vuole qualcosa da mangiare.
La macchina fotografica è scarica, cerco di
rimediare con
la fotocamera catorcio del cellulare; l'uccellazzo si appoggia sul mio
zaino,
prende col becco la cerniera
apre la tasca
infila il mio portafoglio nel becco
e spicca in volo...
io rido,
poi bestemmio,
guardo Mirko
e non so cosa dire...
Dopo qualche minuto di panico atterra lontanto da noi, capisce che non
c'è niente da mangiare e lascia tutto in mezzo alla neve.
Corro
e mi riprendo i miei averi.
Christchurch
- NZ, 7/10/2006
E' la storia di una
tazza di
caffè americano, di un bevitore rincoglionito dal sonno e di
un
colpo maldestro, maldato, malpreso.
La prima è una mossa di emergenza, smonto il possibile,
cerco di
rimediare in fretta, impreco in italiano... poi mi tranquillizzo,
sembra solo un problema meccanico al lettore DVD. Assistenza Apple, 50
nz$ per il servizio ed un preventivo di 770 nz$: bisogna sostituire il
lettore e purtroppo è molto caro. Follia, non se parla
nemmeno,
inizia la sfida per cercare una soluzione soddisfacente.
Su TradeMe trovo due aste per masterizzatori DVD cinesi, nuovi, li
vende un negozio di Chch, "laptopbatteries", scadono tra pochi minuti;
avevo deciso di fare con calma, ma sembra una buona soluzione, 150 $nz
ed è pure masterizzatore... ok, lo compro, attimi febbrili
per
vincere l'asta ma ci riesco. Scrivo una mail al negozio, potete
sostituirlo voi? La diffidenza sulla fattura cinese c'è,
preferisco che ci mettano le mani loro. Mi risponde Dan:
Hi Dan here
I haven't done one of
these before and have heard they are a bit of a pain.
Should be able to get
done in about 30 minutes.
Regards,
Dan
Qui inizia il bello, è evidente che questo non
ci capisce
un cazzo, però è meglio che lo faccia lui...
venerdì pomeriggio alle 13.30 sono nella periferia est di
Chch,
in un garage pieno di roba con una scrivania disordinata, un pc, ed una
macchina per caffè espresso. Dan è un bel tipo,
non
ispira fiducia ma si è stampato il manuale di 18 pagine per
smontare l'iBook, è già qualcosa. Iniziamo le
operazioni,
c'è affiatamento, ci capiamo bene... dopo un'ora stiamo
svitando
la 17esima vite, di 4 categorie diverse, si intravede il punto di non
ritorno, l'agitazione sale, ma anche una strana fede
religiosa... Dan tira un respiro lungo, si gira verso la mia
faccia preoccupata: "Oh shit, it's really a trouble, let's get a
coffee...". E' laureato in sociologia, 2 anni fa doveva sostituire la
batteria del portatile, costava troppo, se n'è fatto spedire
una dall'estero, l'ha pagata 1/4. Da lì inizia questo strano
business, alimentatori, batterie e lettori ottici per le marche
più comuni di portatili. Mi dice che guadagna bene e che il
lavoro è tranquillo, tranne un unico caso di studente PhD
italiano che l'ha fatto dannare.
Il pomeriggio si trasforma in una via crucis, il mio portatile
è
sempre più a pezzi, il manuale di 18 pagine diventa il capro
espiatorio (sto bastardo doveva avvisarci che ci stavamo infilando in
un mare di merda...), i clienti arrivano a fiumi e appoggiano batterie
scariche e vecchi computer sulla scrivania, in mezzo alla mia roba,
alle tazze di caffè e alle pagine del manuale, non si
capisce
più niente... dopo 3 ore di delirio realizzo che il lettore
originale funziona benissimo, la spugna che copre lo slot si
è indurita per il caffè, e i dischi non riescono
più ad uscire. Taglio la spugna, mi incazzo con l'assistenza
Apple, è esattamente quello che gli avevo detto io. Dopo 4
ore
il portatile sembra intero, Dan ha in mano 2 viti, io 4... ci
abbracciamo esausti, sicuramente non servono a niente, don't worry.
Christchurch
- NZ, 1/10/2006
Primo giorno di daylight
saving time,
si portano avanti le lancette di un'ora, è l'inizio
dell'estate,
indiscutibilmente. Le ore di differenza con l'Italia diventano 11; tra
poco saranno 12.
Vi presento il mister, in versione popart.

Christchurch
- NZ, 30/9/2006
Contro ogni previsione
sto
lavorando tanto; è l'effetto degli standard neozelandesi,
puoi
gestire il tuo tempo come preferisci, in totale autonomia, sono affari
tuoi.
La frenesia
dei weekend in Italia è cosa lontana, il sabato sta
diventando la giornata del cazzeggio. Leggere, dormire e fare la spesa,
veramente grandi sconvolgimenti...
Mi sento stranamente soddisfatto.
Tra un pò vado alla festa di Naomi e
Nicolas, inaugurano il nuovo forno a legna.
Christchurch
- NZ, 29/9/2006
Bisogna scoprire Roberto
Saviano, da
quello che leggo in rete è imperdibile; caldeggiato
da Wu
Ming e da un attento lettore di Baronissi, che gode di minore
celebrità ma di lucida perspicacia. Il libro si chiama
Gomorra,
si tratta di camorra.
Al bergamasco Angelo Giuseppe Roncalli, che nel periodo 1958-1963 fu da
alcuni ritenuto portavoce di Dio, si attribuisce una celebre
esortazione: "Figlioli miei, cercate quello che unisce più
di
quello che divide". Tra le cose che uniscono tutti i commentatori di
Gomorra vi è una constatazione: il libro di Roberto Saviano
è al contempo letteratura e giornalismo. E' un'inchiesta ed
è un romanzo. Di per sé, questa doppia natura non
rappresenta una novità. Wu Ming, Appunti sul "come" e il
"cosa" di Gomorra (
link)
Da leggere in rete è
Io so e ho le prove, di Roberto
Saviano (
link).
Oggi è il compleanno
del Berlusca.
Arrivano le supertasse per i SUV, gran bella notizia.
Il vecchio saggio ha problemi con le sigle:
UCSA
UNHCR
CD |
University of Canterbury Students’
Association
The UN Refugee Agency
Compact Disc |
Christchurch
- NZ, 28/9/2006
16.00
Il portatile va, il simulatore pure, incredibile. Devo risolvere il
problema della pozzanghera di caffèlatte nel lettore CD, ho
paura che muovendo il portatile il miscuglio si diffonda dappertutto.
Il caffèlatte sarà dielettrico? Forse
è meglio
fare un backup.
9.30
MMMMerda, ho rovesciato mezza tazza di moccaccino sul portatile...
stamattina sono arrivato presto e pieno di buoni propositi, non ho
ancora combinato niente, a parte questa megacazzata... Funziona tutto?
No, il lettore CD prende i dischi, cerca di leggerli e li risputa fuori
appiccicosi.
Mi metto a smontare tutto o me ne batto il belino e lo porto in
assistenza? Questo sito è spettacolare, spiega nei dettagli
come smontare il mio portatile.
00.15
Arrivo in ritardo, di poco, Judi si
è raccomandata di cercarla appena arrivato, vuole
chiaccherare
per qualche minuto, prima che inizi il corso, per capire dove e come
può impiegarmi, e quali siano le mie preferenze. Arrivo al
terzo
piano di corsa, c'è diversa gente, eccola... ovviamente
completamente diversa da come me l'aspettavo, ci siamo inseguiti con
mail, chiamate non risposte al telefono e messaggi in segreteria per
una settimana, "finally I could find you!", "nice to meet you, I'm
michele.".
Ci scambiamo solo due parole, è richiestissima, mi siedo in
prima fila e cerco di capire dove sono finito, e se sia una buona idea
quello che sto facendo. "How many of you are immigrants?". Alzo la
mano, convinto di essere il solo, non mi va tanto di essere al centro
dell'attenzione appena arrivato... "Ten? Almost the half...". Mi giro,
ed effettivamente non sono l'unico, niente centro dell'attenzione.
...tra 10 anni mi ricorderò le South Alps, lo sport, la
simpatia degli
indiani, l'accoglienza di Mirko, le donne ubriache perse e il
simulatore. not enough.
Bacheca di UCSA, programma di volontariato per accoglienza profughi -
corso di 2 mesi organizzato da UNHCR, una sera a settimana, e un
periodo di affiancamento ad una famiglia arrivata in NZ da
chissà dove. Mi convinco che sia il posto giusto per non
trovare
solo alcolizzati e supersportivi; sembra una cosa sensata, mi iscrivo,
moduli, balle varie, spiego chiaramente che tra qualche mese
torno in Italia... ok, ci aiuterai fino alla partenza. Va bene. Stasera
è stata la prima lezione.
I miei flatmate mi chiamano busyman, non ho ancora avuto il coraggio di
confessare questa nuova attività.
Maryon cucina e mangia in continuazione. Rachel va al lavoro alle 3 del
mattino, per il resto guarda la tv, sprofondata in poltrona sotto 2
chili di piumoni e trapunte. Sul vero protagonista della casa non
c'è niente da confessare.
Christchurch
- NZ, 27/9/2006
In casa ci sono i topi!
Ah! Sono piccoli piccoli, se non ci fossero sarebbe meglio, ma non mi
fanno così schifo...
Marion ha rotto le palle a morte per promuovere una campagna
collettiva, il mister non sembrava interessato (per fortuna, avrebbe
potuto comprare qualche autotreno pieno di veleno...), e Rachel si
è
defilata (come sempre); io ho cercato di essere solidale, ma non avevo
alcuna voglia di preoccuparmene. Il menello è stato passato
al
padrone di casa, che ha reagito dicendo a Marion che forse era il caso
di pulire più spesso la casa; effettivamente credo che
nessuno
abbia mai pulito nulla, oltre ai piatti. Marion si è
incazzata
come una iena, e il padrone s'è visto costretto
a seminare veleno dappertutto. Era molto fiero di quanto fatto, ha
comprato un veleno appetitoso, che dovrebbe far venire ai topi una sete
della madonna; la teoria dice che il topo assetato cerca di uscire al
più presto in cerca di acqua, cadendo sfinito fuori dalla
casa.
Io ho paura che ci ritroveremo topi assetati nel cesso o nel lavandino,
speriamo di no.
Ieri sera solito appuntamento at the Roxx (è bello anche il
sito)
per arrampicare, la palestra era piena di gente, all'improvviso
è partita una sirena bestia, Mirko era in cima alla parete e
io
gli facevo sicura. Quasi tutti erano spaventati, io no, tutti gli
allarmi che ho sentito in vita mia erano simulazioni o balle.
Cmq Mirko mi chiede nervosamente di calarlo, una delle socie
rimane sconvolta dalla mia lentezza e mi urla in un orecchio che
dobbiamo uscire subito! Ah ok, faccio precipitare Mirko, che
chiaramente s'incazza, e velocemente usciamo in mezzo alla strada. Un
quarto d'ora di freddo porco, io ero in maglietta e piedi nudi, poi si
rientra tranquillamente, l'ennesimo falso allarme.
Morale: m'hanno fottuto l'orologio, probabilmente nel parapiglia
allarmistico.
E' la terza notte consecutiva che il mister mi aspetta sveglio per
chiedermi lumi sul Mac.
Ho trovato questa
webcam puntata sul Mount Cook,
gran bel posto.
Sono stato amaramente rimproverato per aver scambiato
il documentario di Ciprì&Maresco, con un
film su
Franco&Ciccio...
Christchurch
- NZ, 24/9/2006